È il 1883. Don Domenico Lopresti, gentiluomo calabrese di credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l'attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l'impresa dei Mille a fianco di Garibaldi, l'impiego presso le dogane del Regno unitario.