La scultura del Quattrocento e dei primi decenni del Cinquecento
FrancescoCaglioti
あらすじ
Non è tuttora semplice, pur all’aprirsi del nuovo millennio, tracciare un profilo sintetico e nel contempo organico delle vicende toccate alla scultura nella Calabria del Rinascimento. Tale difficoltà non deriva tanto – come peraltro succede sempre alle memorie storiche dell’estremo Sud peninsulare – dallo stato massimamente lacunoso in cui i ripetuti terremoti, le calamità naturali d’ogni sorta e le mille forme dell’incuria e della rapacità umane ci hanno trasmesso gli oggetti, i contesti e i documenti degni d’interesse: perché anzi, malgrado le innumerevoli distruzioni e dispersioni, la scultura del Rinascimento offre forse – a paragone con tutte le altre arti del medesimo periodo e d’ogni altra fase anteriore e posteriore – il corpus figurativo di gran lunga più ricco ed importante, per quantità e qualità, che si sia conservato in Calabria dall’antichità magnogreca fino ad oggi.

