Un treno che si chiama desiderio
FrancescoNapolitano
あらすじ
Nell’intreccio rapsodico e dall’andamento non cronologico di frammenti autobiografici con predilezioni cinematografiche e letterarie, entro un tessuto fitto cui però non sfuggono i richiami dalle risonanze anche temibili, in questo ordito variegato si sviluppa il racconto del desiderio, quel desiderio di vita non ostacolato dal tempo trascorso, non scalfito da eventi esperiti, non impedito dalla stanchezza incombente, sempre pronto a mutare anche i luoghi e i modi del suo rinnovarsi. E all’interno di questo viaggio dentro un mondo di passioni ci conduce il treno, mezzo di per sé congeniale al racconto, e che per questo può ben stagliarsi sullo schermo del cinema o sulla pagina di un libro, in una combinazione perfetta di mitologie potenti. E, come si legge in prefazione, il narratore “come un premuroso capotreno, conduce il suo train de vie in stazioni sempre diverse e sorprendenti, accogliendo il lettore in una comoda cuccetta, come quelle evocate nostalgicamente nel testo.”